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Diari di viaggio
PROSECUZIONE DEL VIAGGIO IN MAROCCO - dal 16 al 23 novembre
Erfoud - Zagorà
Saluti a Roberto e Mauro e saldato il pezzo della moto facciamo campo sulla via delle miniere verso Taouz. Troviamo un bivacco abbandonato con un forno in sabbia ancora utilizzabile e un geco per la felicità di Alberto.
Da Tauz a Zagorà ci sconsigliano la pista perché distrutta dalle piogge, ma ci andiamo lo stesso. Non si rivela tanto male. Ricalchiamo alcune delle piste della Parigi-Dakar. Attraversiamo il Mader asciutto, è un vecchio fiume dal terreno fertile.
Bepi sta male e riposa nel cassone del Land per tutto il giorno.
Ci fermiamo a Zagorà per far manutenzione varia e troviamo una buona officina. Conosciamo un gruppo di bambini che durante la notte ci costruiscono tre modelli di fuoristrada simili alle nostre auto.
Al mattino proseguiamo a sud-ovest verso Mhamid e ci addentriamo nel deserto.
Oasi d’Oumlalag - Quarzazate
Cerchiamo di accamparci tra le dune schivando i campi di tende per i turisti, che ormai invadono ogni luogo. La mattina gincane sulla sabbia e scopriamo i primi inconvenienti del Range: scoppia un cuscinetto causa non curanza pregressa.
Si vorrebbe andare verso Tata, invece dobbiamo rinunciare perché il Range ha fatto Cra-cra: scoppiato il differenziale.
Il giorno dopo ci dividiamo. Domenico e Andrea tornano indietro a Zagorà per curare le ferite meccaniche.
Alberto gli conferma che c’è assolutamente la strada. Loro sicuri proseguono, ma tutto va bene per i primi 15 km dopodiché l’asfalto sparisce e il percorso diventa peggio che attraversare il guado del Cellina scalzi! La piena ha portato via la strada e hanno dovuto percorre 150 km schivando massi e detriti.
La moto di Andrea faticava a star in piedi, Domenico aveva solo due motrici e mancava poco che fosse la moto a trainare la macchina!
Gli altri ignari di ciò proseguono tranquilli per Tisint e visitano la cascate. Decidiamo di risalire il torrente fino alla pista più a nord ma il greto è troppo sconnesso e decidiamo di ritornare indietro. Alcuni bambini ci indicano il percorso migliore e così facendo conducono il gruppo a veder la loro pompa, per l’irrigazione che mostrano con orgoglio.
Ci si rincontra tutti a Quarzazate. Pieno di gente la sera, come fosse sagra.
Da qui il giorno dopo prendiamo la pista per Aid benadu - Telouiaet e passiamo davanti le miniere di sale. Facciamo il passo del Ticka e l’ora tarda ci costringe a fare campo su uno degli ultimi tornanti sperando che qualcuno in curva non ci venga addosso. A fatica tra i rovi e le spine allestiamo il tendone.
Il giorno dopo visitiamo le impronte di dinosauro sempre accompagnati da un gruppetto di bambini incuriositi. Visita all’arco naturale, dove si paga sempre il parcheggio. Alberto scende fino in fondo e lo attraversa.
Proseguiamo poi verso le cascate di Ouzoud ma tanto per cambiare piove. Il paesaggio è tipo la fascia collinare toscana e pullula di frantoi. Ogni famiglia ne ha uno e così Renzo, Luca e Bepi ne approfittano per prendersi dell’olio.
Facciamo una tirata unica di 500 km fino a Meknes dove pernottiamo al Hotel Ibis. Si sconsiglia di guidare di notte.
Meknes - Larache
Da Meknes andiamo a Larache, la zona nord è molto sporca a causa dei teli neri che i contadini usano per coprire le coltivazioni e che vengono portati via dal vento.
Costeggiamo l’oceano lungo la spiaggia con una falesia di 20 metri. Ci sono sempre postazioni militari a vista. Sulla battigia alcune persone raccolgono con il mulo sacchi di sabbia. La sera troviamo un inaspettato e ben tenuto campeggio libero. A Cap Spartel facciamo una succulenta mangiata di pesce.
Tangeri Hotel Marco Polo.
Cena in piazza grande. In piena notte il guardiano delle nostre auto sveglia Alberto, che si allarma non capendo subito il motivo. In realtà vuole che una delle macchine venga spostata perché dalla posizione in cui si trova non riesce a controllare bene la moto… Alberto lo fulmina con lo sguardo e senza tante discussioni se ne torna a dormire. Alla fine si mettono in due guardiani in due parti opposte, uno guarda la moto e uno le macchine!
La mattina, ultime compere e poi via al porto per l’imbarco.